I Borghi piu belli d'Italia
Novara di Sicilia tra i
Borghi più belli d'Italia
   

Turismo

La Posizione Geografica

Dove Sorge Come Nasce - Itinerari di Novara di Sicilia

Novara di Sicilia, in provincia di Messina, sorge al confine tra i Monti Peloritani ed i Nebrodi, in una vallata pittoresca, cinta a Sud, dalla Rocca Salvatesta e dalla Rocca Leone ed aperta, a Nord, verso il Mar Tirreno:qui il panorama si estende verso il colle di Tripi ed il promontorio di Tindari, fino alle Isole Eolie.

Oggi il territorio comunale si stende per più di 48 Km q. e conta una popolazione di 2200 abitanti. Novara di Sicilia affonda le sue radici nella preistoria: nelle contrade di Casalini, sotto Salvatesta, e di Sperlinga presso S.Basilio, esistono ripari sotto roccia ove gli uomini dell'età della pietra vivevano e lottavano contro le intemperie della natura. Nella contrada Casalini ed, in seguito, in quella di  Cittadella trovò la sua collocazione un' antica città Noa, citata da Cluverio (Sic. antica, I-II); i suoi abitanti Noemi da Plimio. Fu fiorente in età Greco-Romana con Abaceno, Tindari, Longane, Milazzo e Taormina. Scomparve, probabilmente, in seguito al terribile terremoto che, tra il '24 ed il '79 d.C., distrusse anche Tindari. Nessuna notizia di esse in epoca Bizantina; anche se durò, dovette ridursi in condizioni tali da lasciare il dubbio sulla sua esistenza. I saraceni tennero conto della posizione strategica del luogo, ove una strada poneva in comunicazione il versante Est dell'isola con il Nord, e vi crearono fortificazioni.

I Normanni affidarono la terra ai Lombardi che seguivano Ruggero I, i quali rivitalizzarono il paese. Novara conserva ancora la loro parlata e costituisce, per il suo originale dialetto, il Gallo-Italico, un' isola linguistica.Ruggero II vi fondò un Monastero e Federico II ne fece una sua riserva di caccia. Il paese raggiunse l'apogeo dello sviluppo nel sec. XVII, quando assunse l'aspetto attuale.

La storia del territorio Novarese trae la propria teoria dalla particolare ubicazione del suo sito, posto all'origine delle fiumare Mazzarrà ed Alcantara, cuspide peloritana dove trova comune accesso la doppia viabilità che muove dalla costa Ionica di Naxos e da quela Tirrenica di Castroreale T. La Rocca Salvatesta (1340 m.s.l.m)

sulle cui pendici sono i resti di un insediamento Bizantino e traccie del paesaggio arabo, costituisce l'apice di questo sistema territoriale, fisico riferimento dei viandanti che valicavano la dorsale peloritana verso le due coste. Baricentro rispetto all'intero sistema territoriale è il sito di Novara. L'origine insediativa dell'attuale città muove dall'area del Castello, il cui poggio si affaccia a strapiombo sul Torrente S.Giorgio: del Castello oggi rimangono spezzoni di mura. Dopo la conquista Normanna Novara fu abitata da coloni Lombardi al seguito di Re Ruggero: nel 1195 l'area Novarese veniva definita come territorio di diretta proprietà Reale.Alla fine del secolo XIII ne prendeva possesso Ruggero di Lauria cui ben presto seguiva nel possesso Matteo Palizzi. La lunga signoria di questa famiglia, tra alterne vicende durava sino al 1353. L'insediamento di Novara si sviluppava prevalentemente nel corso del sec. XIV a Sud-Ovest del Castello, originando dall'asse del "Passittu"(Piccolo passo-Stretto passaggio) che collegava la porta occidentale della fortezza al piano sottostante, l'attuale piazza Duomo. L'insediamento occupava i versanti Sud e Sud-Ovest delle pendici a ridosso del Castello, in un area compresa tra Via Falanga a Est, le Vie Cucco e Porta Pertusa a Ovest, Piazza Duomo e la scalinata di Via Teatro a Sud. Nello stesso secolo, fuori dal paese, probabilmente già fornito di mura difensive sorgevano piccoli insediamenti sulle prime pendici dell'opposta altura Sud non lontani dalla chiesa di S.Francesco, che conserva ancora elementi treccenteschi. Tali insediamenti extra moenia probabilmente condizionavano la crescita meridionale della città a Ovest la cui direttiva di espansione assecondava l'asse viario Medievale del "Passitto" già prolungato nella seconda metà del '400. Nel secolo successivo sia la nuova soluzione tipologica del Duomo, che veniva ampliato mediante rotazione del proprio asse, sia la stesura spaziale della città a Ovest, con l'edificazione della chiesa dell'Annunziata, riflettevano eloquentemente l'adeguamento di una morfologia urbana in trasformazione. Lungo il XVII sec. l'attivita edilizia religiosa si rileva detrerminante per un'ulteriore espansione urbana a Est, ispirata dall'altro passaggio Medievale di accesso alla città. Nei secoli XVIII e XIX l'architettura residenziale avviava lavori di modifica morfologica all'interno dell'antico centro urbano e marcando con nuove costruzioni i lati della maggiore arteria che attraversa l'intero paese. Ulteriori lavori urbanistici per una razionalizzazione dell'impianto viario, venivano avviati già alla fine dell' '800 (Piazza M.Bertolami) e proseguiti nel secolo successivo (Piazza S.Sebastiano 1926 e poi ampliata negli anni '60).

Arrivando al Km 165,9 della S.S. 185 ci si immette nel Corso Nazionale, la principale arteria dell'abitato, e imboccando a destra la Via di S.Maria si raggiunge in basso, a sinistra, il Palazzo Comunale, già oratorio di S.Filippo Neri, fondato nel 1610. Di fronte all'ingresso si trova una Fontana realizzata nel 1668 e originariamente collocata in contrada Greco (campagna a Sud-Ovest di Novara).

Proseguendo , si arriva alla chiesa di S.Giorgio, eretta nel XVII sec.; questa è a tre navate su dodici colonne di pietra arenaria. Proseguendo per Via Bellini lasciandosi alle spalle la chiesa si raggiunge in Piazza Pirandello, qui si imbocca a destra la Via Ing. Scandurra (già Via Teatro) che a mezzo di una scalinata, conduce nel Largo di Piazza Duomo. Sorge qui il Duomo, edificio a tre navate su dodici colonne di pietra arenaria, con capitelli corinzi e la cui facciata, anch'essa in pietra locale arenaria locale che ne sottolinea tratti monumentali, e in stile tardo rinascimentale. Dal Duomo per la Via omonima, si sale al Largo Bertolami (dov'è un Davide bronzeo di Giuseppe Buemi, 1882) che si apre lungo il tracciato del Corso Nazionale; risalendo verso destra si incontra la chiesa dell'Annunziata edificata nel sec XVI, a tre navate attualmente chiusa al culto per il crollo parziale del soffitto, possiede un gruppo marmoreo di Giovan Battista Mazzola del 1531, l'Annunciazione. Sul corso, sotto la chiesa, vi è una fontana del 1897, con lo stemma marmoreo della città. Salendo per la Via La Marmora si raggiunge l'ex convento del Cistercensi (oggi Orfanotrofio Antoniano), con , l'attigua chiesa abbazziale che conserva all'interno un lavabo in bronzo di arte Francese del sec. XIII e un vaso Ispano-Moresco (Giara di S.Ugo). Proseguendo, invece, per il corso Nazionale, si attraversa Piazza Stancanelli Basile, ora Piazza S.Sebastiano dov'è il Monumento ai Caduti (1932) finchè si arriva al bivio per S.Basilio (S.P. 96). Percorrendo questa strada provinciale al Km 3,3 si trova la deviazione (500 m circa) per Badia Vecchia dove resta l'antica chiesa Abbaziale di S.Maria La Noara, restaurata da qualche decennio, unica testimonianza del cenobio che una lapide interna ricorda essere stato costruito tra il 1137 e il 1167; le strutture più antiche rimaste della Chiesa, le sue poderose arcate ogivali, le finestrelle strombate collocate in alto sotto il soffitto potrebbero essere datate tra i sec. XIII e XIV. Proseguendo si raggiunge al Km 5 S.Basilio (m 700): a Nord dell'abitato in contrada Sperlinga è il riparo della Sperlinga, unico esempio di stazione mesolitica in Sicilia, fatta eccezione per la Grotta di Corrugi di Pachino; sono state pure rinvenute ceramiche Neolitiche e dell'età del rame; nel corso degli scavi è inoltre venuto in luce un gruppo di incisioni lineari. La statale si innalza alle spalle di Novara con amene vedute, filtrate spesso da ginestre e pini, addentrandosi nel cuore del Parco dei Nebrodi; superata Portella Pertusa (m 974) si raggiunge al Km 176,5 la Portella Mandrazzi a metri 1125 sullo spartiacque Peloritano da dove, al di la della vallata dell'Alcantara si gode una suggestiva veduta dell'Etna.
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