I Borghi piu belli d'Italia
Novara di Sicilia tra i
Borghi più belli d'Italia
   

Turismo

Sant' Antonio Abate

 

 

Questa Chiesa si presenta agli occhi del visitatore come un complesso completamente staccato dagli edifici circostanti, infatti, una viuzza parte dalla piazza antistante la chiesa e gira intorno al complesso permettendo di ammirare i fregi che si trovano ad ogni angolo della chiesa e che riportano date e nomi riferiti, presumibilmente, alla sua costruzione. I lavori furono iniziati intorno al 1538 e portati a termine, probabilmente, intorno al 1766, data scolpita sul cordolo in pietra sottostante la guglia del campanile; lo stesso cordolo presenta una lavorazione particolare con archetti in pietra sormontati da mattoni d'argilla smaltata. Il portale, di bella fattura, richiama lo stile normanno dell' arco a sesto acuto, e presenta delle figure scolpite sui due capitelli che lo reggono raffiguranti due angeli, S.Antonio e S. Paolo. L'interno è suddiviso in tre navate segnate da dieci colonne in pietra, costituite da un unico blocco, e sormontate da altrettanti capitelli uguali tra loro a due a due.

Nella navata destra, si possono ammirare due dipinti: uno molto antico, di autore sconosciuto; l'altro (1834) rappresentante il martirio di S.Bartolomeo, realizzato da Gaetano Bonsignore. Vi sono, inoltre due statue in legno, una rappresentante S.Caterina V.M. di Alessandria e l'altra (1872), rappresentante S.Francesco di Paola, opera del Cardella di Agrigento. Nell'abside è posto un maestoso dipinto rappresentante S.Antonio e S.Paolo; l'opera reca la scritta "Thes. Martino d'Orlando A.D. 1684". Nella navata sinistra sono quattro statue: una in legno rappresentante S.Antonio Abate datata 1738 e una, sempre in legno, rappresentante S.Marco, una raffigurazione dell'Ecce Homo in carta pesta e una Cristo sulla Croce; vi è, inoltre, un quadro raffigurante la discesa dello Spirito Santo. In Sagrestia, oltre agli artistici mobili in legno, si può ammirare un piccolo fonte del 1586 proveniente dall'antico Monastero dei Cistercensi. La Chiesa ospita, inoltre, un organo a canne del 1848, opera di Antonio Rizzo Messinese.

La festa di Sant'Antonio si celebra il 17 Gennaio, accompagnata dalla settena, cioè sette giorni di preparazione, durante la quale si recitano delle preghiere e si cantano gli inni composti in loco. La sera della vigilia si accende "u fogu" al piano terra della torre campanaria: questo gesto viene compiuto per devozione e per chiedere la grazia di essere guariti da una brutta malattia scientificamente chiamata "Herpes Zosther", intesa comunemente come "fuoco di Sant'Antonio".Il fuco viene accesocon la legna che i fedeli portano in dono, andano a fare "u viaggiu", cioè una visita di devonozione al Santo.  Il fuoco con le sue fiamme nei secoli ha annerito e consumato i gradini della rudimentali scala in pietra che porta in cima al campanile. Di questi danni causati dalle fiamme tutti si rendono conto, ma nessuno vuole rinunciare alla tradizione del fuoco. L' inno di S.Antonio,  e le litanie ripetono antiche melodie paesane al suono di un vecchio organoa a canne che viene azionato a mano, per mezzo di un mantice sdrucito. S,Anotnio dopo 1700 anni ancora continua a trasmettere il fascino della contemplazione di Dio. Una strofa dell' inno cosi recita: "Umiltà fu tua corona - povertà tu sempre amasti - virtù questa pel Signor. - Deh Concedi a mia speranza - tue virtù nell' esultanza."

Una volta nel pomeriggio della vigilia vi era la sfilata "dei cavalli e dei giumenti", parati a festa con nastri colorati. Gli animali con in groppa i loro padroni percorrevano alcune vie del paese, quindi giungevano nel quartiere di S.Antonio, dove, dopo aver girato nel suggestivo vicolo intorno alla chiesa, si fermavano nel piazzale per ricevere la benedizione. Talvolta i cavalli tornarono nella piazza il giorno della festa, per prendere parte alla processione.

Oggi ogni 17 Gennaio la piazza si riempe di animali. capre,cani,cavalli,porcellini, che vengono portati prevalentemente dai bambini per ricevere la santa protezione del Santo.

La sera della vigilia della festa viene celebrata una funzione molto particolare, che viene chiamata "u du uri". La mattina della festa si celebra la benedizione degli animali.

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